La telefonata al fisso di casa, il tono perentorio di un presunto rappresentante delle forze dell’ordine e la trappola che scatta in pochi minuti. Succede ad Ariccia, ai Castelli Romani, dove un’anziana di 81 anni è finita nel mirino della classica truffa del “finto carabiniere”.
All’altro capo del filo, il malvivente convince la donna della necessità di effettuare un immediato controllo sui suoi gioielli, sostenendo di doverli comparare con la refurtiva di una finta rapina avvenuta poco prima a Velletri. Poco dopo, alla porta dell’anziana si presenta un complice: ingannata dalla falsa qualifica, la vittima consegna tutti i monili in oro custodi in casa, per un valore totale di circa 6.000 euro.
Capito di essere stata raggirata, la donna trova il coraggio di rivolgersi alla Stazione dei Carabinieri di Ariccia. Scattano subito le indagini: attraverso l’analisi capillare e l’incrocio delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, i militari identificano il responsabile. Si tratta di un quarantaquattrenne di origini napoletane, già noto alle forze dell’ordine, per il quale il GIP del Tribunale di Velletri ha disposto la custodia cautelare in carcere per estorsione e truffa.
L’operazione offre ancora una volta all’Arma dei Carabinieri l’occasione per ricordare ai cittadini e alle loro famiglie regole fondamentali di prudenza: le forze dell’ordine non chiedono mai denaro o gioielli a domicilio, né per cauzioni né per presunti controlli. Di fronte a telefonate anomale, la regola è una sola: chiudere la comunicazione e comporre immediatamente il numero unico 112.





