Dalla gestione illecita della manodopera all’evasione sistematica delle tasse. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Roma hanno smantellato wuello che ritengono sia un collaudato circuito criminale operativo nei settori della ristorazione, della vigilanza e dei servizi alle imprese, con ramificazioni che toccano da vicino anche la provincia di Latina.
A finire ai domiciliari è stato un commercialista romano, considerato la mente contabile del sistema, mentre per otto indagati è scattato un maxi sequestro preventivo per un valore su-periore ai 14 milioni di euro.
Il meccanismo era ben strutturato secondo la ricostruzione delle fiamme gialle: quattro coo-perative consorziate venivano usate come schermo per assumere solo sulla carta quasi 2.500 lavoratori. Gli operai venivano poi inviati nelle aziende clienti con finti contratti d’appalto o distacco. Attraverso l’impiego di fatture false, crediti d’imposta inesistenti e persino DURC falsificati, le società abbattevano i costi fiscali proponendo prezzi fuori mercato e creando una spietata concorrenza sleale ai danni delle imprese oneste.
Le cooperative, una volta sommerse dai debiti con l’Erario, venivano messe in liquidazione e subito rimpiazzate da nuove strutture pronte a far ripartire la frode. A fare le spese di que-sto “dumping sociale” anche centinaia di lavoratori, privati delle reali garanzie previdenziali e assicurative.
Decisivo per le perquisizioni l’intervento dei cani “cash dog” e delle apparecchiature avanzate dello S.C.I.C.O. per scovare i proventi illeciti nascosti.





