Dodici anni di botte, costanti umiliazioni verbali e un soffocante controllo economico e sociale che le impediva persino di lavorare o di uscire liberamente di casa, riducendola in uno stato di totale soggezione psicologica. La terribile storia arriva da Ausonia. È qui che i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza che dispone l’allontanamento dall’abitazione di famiglia per un 42enne, di origine marocchina.
Le indagini sono partite dopo la denuncia da parte della moglie. Ai militari ha raccontato quella che gli investigatori definiscono una dolorosa e sistematica condotta di violenze domestiche che andava avanti – addirittura – dal 2014.
Nel corso degli anni la donna è stata costretta a subire ripetute aggressioni fisiche: botte anche alla presenza dei tre figli minori della coppia, uno dei quali – stando alle accuse – in un caso è stato anche aggredito fisicamente dal padre riportando lesioni al volto giudicate guaribili in cinque giorni.
Il gip del Tribunale di Cassino su richiesta della Procura ha disposto il provvedimento per il 42enne. L’indagato ha dovuto lasciare immediatamente l’abitazione coniugale, con il divieto assoluto di farvi rientro senza l’esplicita autorizzazione del Giudice, e ha l’obbligo di mantenere una distanza minima di almeno 1000 metri sia dalla casa familiare sia dalla moglie e dai figli ovunque essi si trovino. Per l’uomo è stato disposto anche il braccialetto elettronico. Il Giudice ha già stabilito che qualora l’uomo dovesse negare il consenso all’installazione del dispositivo di tracciamento, scatterà in via automatica e sostitutiva la misura più restrittiva del divieto di dimora nell’intero territorio del comune di residenza della famiglia.





