Una partenza così il Frosinone non la aveva mai avuta in serie A. 13 punti in sette gare sono un record assoluto . Di Francesco – nella stagione 23-24 – arrivò a 9 punti dopo 630 minuti.
Il fattore Stirpe – oltretutto – sta diventando fondamentale. Dopo il ko all’esordio con la Juve sono arrivate tre vittorie con Venezia, Como e Sassuolo.
Per l’obiettivo salvezza l’elemento casalingo può essere, anzi lo è, un’arma importantissima. Da sfruttare a pieno.
13 gol fatti, distribuiti su 4 giocatori. Raimondo, a quota sette, ha realizzato il 53,8 per cento delle rete totali.
Tre i gol per Kvernadze, due per Calò, uno per Bracaglia.
Sono 9 i gol subiti, quanto l’Inter. Questo il ruolino di marcia di un Frosinone che contro il Sassuolo ha dato spettacolo, ha avuto – è vero – disattenzioni dietro, ma ha dimostrato di possedere anche un’ottima capacità di gestione nella seconda parte di gara.
Un Frosinone che – ormai è assodato – alla sua identità tanto cara a Massimilano Alvini non rinuncia mai. E non lo farà nemmeno a Bergamo contro un avversario – comunque -di spessore. Un’Atalanta reduce dal ko di San Siro. Una formazione quella di Sarri che viaggia a corrente alternata. Per il Frosinone quello di Bergamo sarà un altro passaggio importante di una stagione lunghissima. Una stagione in cui si stanno mettendo mattoncini pesanti per provare inseguire l’obiettivo.
Foto di Antonio Fraioli






