Ceccano – Manomette braccialetto elettronico, 375 allarmi solo a luglio. 35enne in carcere

Ha manomesso più volte il braccialetto elettronico che gli era stato applicato da agosto dello scorso anno. Con  queste accuse un 35enne di Ceccano – che era sottoposto già al divieto di avvicinamento –  è finito in carcere.

L’ordinanza di sostituzione della misura cautelare con la custodia in carcere è stata emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Frosinone.

Secondo i carabinieri di Ceccano solamente nel mese di luglio 2026 il suo dispositivo ha generato 375 allarmi.

Stando ai riscontri dei militari ci sono state – tra l’altro –  38 distinte violazioni della distanza minima di sicurezza dalle vittime ;  sono risuonati 130 allarmi per perdita di collegamento tra la cavigliera elettronica  e l’unità portatile dovuti  – secondo le ipotesi – alla deliberata separazione fisica del dispositivo.

E poi ancora ci sono stati 42 allarmi combinati per batteria scarica ed irraggiungibilità, causati – dice ancora l’accusa –  dalla sistematica e volontaria omissione della ricarica del dispositivo.

Secondo riscontri tecnici, eseguiti anche con la collaborazione della società Fastweb, il mancato funzionamento del dispositivo era da attribuire interamente alla condotta elusiva dell’indagato, evidenziandone quella che viene ritenuta una spiccata pericolosità sociale e una totale assenza di autocontrollo.

Per il 35enne si sono aperte le porte del carcere di Frosinone.