“Grazie Joanna per la tua dolcezza, il tuo sorriso e per l’amore che ogni giorno hai donato ai nostri nonni”. È la frase che campeggiava sullo striscione che mercoledì sera apriva la fiaccolata organizzata a Colleferro per ricordare Joanna, la donna di 50 anni uccisa dal marito, il padre dei suoi cinque figli, reo confesso. La comunità si è stretta nel ricordo della vittima di femminicidio, per dire non ad ogni forma di violenza.
Il corteo è partito da Largo San Francesco, con la presenza di molte autorità, a cominciare dal sindaco Giulio Calamita e dall’ex sindaco, Pierluigi Sanna, insieme a tanti altri rappresentanti delle istituzioni, ad ogni livello.
Tanti i colleghi e le colleghe di Joanna che hanno partecipato: la vittima lavorava nella casa di riposo Regina Pacis, dove era molto apprezzata; si dedicava ai suoi pazienti con amore, e anche i parenti sei suoi anziani la stimavano molto, proprio per le attenzioni che dedicava ai loro cari.
Proprio davanti alla struttura ha fatto tappa il corteo, prima di proseguire verso l’abitazione della donna, teatro del femminicidio.





