Due presenti, trentuno assenti. È la fotografia di un Consiglio comunale praticamente deserto, quella che arriva da Palazzo Munari, a Frosinone nel pieno di una crisi politica che si trascina ormai da quasi cinque mesi.
All’appello hanno risposto soltanto il sindaco Riccardo Mastrangeli e la consigliera Maria Antonietta Mirabella che ha svolto il ruolo di Presidente del Consiglio essendo l’unica consigliera presente. Ancora una fumata nera, dunque, per l’elezione del presidente del Consiglio comunale. Otto i tentativi falliti, con la soglia dei 17 voti mai raggiunta. Adesso, però, il tempo è quasi scaduto. Lunedì 26 ottobre termina il periodo di venti giorni previsto per il ritiro delle dimissioni del primo cittadino. Mastrangeli avrà tempo fino alle 23:59 per tornare sui propri passi. In caso contrario, si aprirà la strada allo scioglimento anticipato del Consiglio e al commissariamento del Comune capoluogo. Al centro della crisi c’è soprattutto la frattura nella coalizione di centrodestra.
Fratelli d’Italia, attraverso il coordinatore regionale Paolo Trancassini, chiede l’esclusione dalla maggioranza della Lista per Frosinone, riconducibile al vicesindaco Antonio Scaccia, esponente di Futuro Nazionale.
Una condizione che obbliga Mastrangeli a una scelta politica destinata a modificare gli equilibri dell’amministrazione.
Sul tavolo restano anche le ipotesi per la presidenza dell’aula: Pasquale Cirillo, nell’ambito di un possibile riavvicinamento a Forza Italia, oppure Carlo Gagliardi della Lista Marzi. Ma i numeri, almeno finora, non ci sono.
Tra gli scenari possibili, mentre si susseguono gli incontri e le cene in diversi locali del capoluogo, anche quello di un ritiro delle dimissioni e della formazione di una nuova giunta da parte del sindaco Mastrangeli, lasciando poi al Consiglio l’eventuale iniziativa di sfiduciare il sindaco.
Lunedì alle 18 una nuova seduta consiliare, forse l’ultima. Poi, entro la mezzanotte, la decisione definitiva.
Per Frosinone saranno ore decisive, tra il tentativo di salvare la consiliatura e il rischio concreto di tornare anticipatamente alle urne, gettando al vento, come ribadito dal sindaco Mastrangeli, oltre 48 milioni di euro da qui a fine del mandato nella primavera del 2027.





