Il Tribunale di Frosinone, Sezione Civile, ha accolto il reclamo presentato dal Comune di Frosinone e ha ordinato la sospensione della procedura esecutiva immobiliare relativa all’edificio di via Puccini che ospita la scuola media “Pietrobono”. Sospesa – dunque – la vendita all’asta
Al centro della controversia il decreto con cui il Comune, nel 2024, ha disposto l’acquisizione sanante dell’immobile al patrimonio indisponibile dell’Ente. Il provvedimento era già stato ritenuto legittimo dal TAR del Lazio.
Nella fase cautelare, il Collegio ha ritenuto fondata la tesi sostenuta dal Comune secondo cui l’acquisizione sanante produce, nei confronti dei terzi, effetti analoghi a quelli di un’espropriazione, determinando il venir meno dei diritti gravanti sul bene e consentendo ai relativi titolari di farli valere sull’eventuale indennità. La decisione è stata assunta dal Collegio presieduto dal dottor Fabrizio Fanfarillo e composto dai giudici Luigi Petraccone (relatore), e Roberta Bisogno.
Soddisfatto il sindaco Mastrangeli che sottolinea come «l’amministrazione comunale ha agito e continua ad agire nel rispetto degli strumenti previsti dall’ordinamento.
La nostra priorità è stata e rimane – continua il sindaco – quella di tutelare la continuità del servizio scolastico e garantire agli studenti la possibilità di frequentare la propria scuola in condizioni di stabilità. La Pietrobono non è un immobile qualsiasi. È una scuola che da decenni svolge una funzione fondamentale per la nostra comunità». Mastrangeli si dice consapevole che la vicenda giudiziaria non può considerarsi conclusa e che saranno gli ulteriori passaggi nelle sedi competenti a definire il quadro complessivo della controversia. Il Comune – però – continuerà a difendere le proprie ragioni. «La nostra responsabilità – conclude Mastrangeli – è tutelare la scuola Pietrobono, la continuità del servizio scolastico e il patrimonio pubblico della città. In questa vicenda non difendiamo semplicemente un edificio: difendiamo un bene che da cinquanta anni svolge una funzione essenziale per la comunità e il diritto dei nostri ragazzi a continuare a vivere la propria scuola».





