Frosinone – Ultime ore prima del Consiglio verità

Il conto alla rovescia è cominciato. A Frosinone, il Consiglio comunale di lunedì potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per gli equilibri politici cittadini.

All’ordine del giorno c’è l’elezione del presidente dell’Aula, una partita che si trascina da mesi e che ha già prodotto otto fumate nere, tensioni tra gli alleati e le dimissioni del sindaco Riccardo Mastrangeli, al momento congelate e in scadenza proprio lunedì 26 ottobre alle 23:59.

Ma dietro il voto si nasconde una questione più ampia: tenere in piedi la maggioranza fino alla scadenza naturale del mandato la prossima primavera 2027.

Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sono chiamate a trovare un’intesa, mentre resta aperto il confronto sulla composizione della Giunta e sul ruolo delle diverse componenti della coalizione. Tra i nodi politici anche la presenza nell’esecutivo dell’area vicina ad Antonio Scaccia, riferimento locale di Futuro Nazionale.

In questo scenario, il centrodestra cerca una soluzione che consenta di superare la crisi senza compromettere la tenuta dell’amministrazione.

Sul fronte opposto, intanto, si registra una novità politica significativa. Il centrosinistra ha ufficializzato una convergenza sul nome di Vincenzo Iacovissi, candidato sindaco in vista delle comunali del 2027. Un’intesa che riunisce diverse forze progressiste e civiche dopo anni di divisioni, anche se il Movimento 5 Stelle resta ancora fuori dal progetto unitario.

Il passaggio di lunedì, dunque, va oltre la scelta del presidente del Consiglio comunale. In gioco ci sono la ricomposizione della maggioranza, il futuro della Giunta e la credibilità dei due schieramenti in vista delle prossime elezioni.

A Frosinone, la campagna elettorale del 2027 sembra già cominciata. E il voto di lunedì dirà se le forze politiche riusciranno a trovare un nuovo equilibrio o se la crisi resterà aperta. Ipotesi da non sottovaluta, da ultimo, l’eventuale ritiro delle dimissioni del sindaco Mastrangeli, che a quel punto potrebbe costringere eventualmente il consiglio comunale a sfiduciarlo durante l’ennesima assise.