Latina/Cassino – Willy, la morte non ferma gli haters: sindaci contro gli odiatori della rete

La morte di Willy ha innescato una serie di polemiche social dando spazio a quelli che in rete vengono definiti haters, odiatori internauti che sfogano la propria indole razzista, xenofoba, antidemocratica attraverso pagine social scrivendo la propria posizione in merito a fatti di più disparati. E neanche la morte a calci e pugni di Willy, il 21enne di Paliano, ha fermato la voglia di gloria social. A Latina come a Cassino.

Partiamo dal pontino dove un post pubblicato dal Profilo di un tale Manlio Germano  ha generato una reazione a catena. Difficile stabilire se sia un profilo “fake”, oppure un “troll” fatto sta che qualcuno ha palesato  sul social l’entusiasmo per la morte di Willy, definito uno scimpanzè.  Il profilo è stato preso ‘assalto da ogni genere di insulto.  A distanza di qualche ora dalla stessa pagina social si leggono le scuse e la presa di distanze da quanto apparso prima, adducendo la colpa ad alcuni amici che si erano appropriati del proprio account.

Intanto però in molti hanno preso le distanze dal tale. In primis il Latina calcio visto   che sulla pagina facebook dell’hater  era indicato proprio il nome della società sportiva che però in tempi record ha diffuso una nota  esprimendo “il proprio dissenso su quanto apparso”.

Pochi minuti dopo anche il sindaco di Latina, città d’origine dell’internauta, si è  dissociato da quanto scritto sul social.

La vicenda di Cassino ha avuto risonanza nazionale. Giornalisti, opinionisti, attori, personaggi delle istituzioni, tutti contro l’odiatore di Cassino, così come lo definiamo noi, che nelle ore successive al pestaggio mortale si è lasciato andare alle sue digressioni social, spiegando al mondo della rete che “il piccolo Willy la morte se la fosse cercata visto che a 21 anni fosse in giro di notte con gli amici. Se fate questa fine è normale.”Ed ancora: “Tanti italiani vengono massacrati  ogni giorno da mao mao . Per me sempre immigrato sei perche se se nero in Italia sempre immigrato sei. Sei italiano se sei bianco.”  Questi solo alcuni degli stralci del video messo in rete accompagnato poi da altri post. Immediata la reazione. Gli insulti sono giunti immediati. Così come immediate sono arrivate le scuse dell’odiatore di Cassino ma ormai la miccia era stata accesa generando un fuoco nazionale talmente grande da costringere il sindaco di Cassino a prendere le distanze dai fatti partiti dalla sua città che ancora una volta hanno portato la città agli onori della cronaca nazionale per delle evidenti bassezze. Cassino ripudia l’odio, la violenza sia nelle azioni che nelle parole.  Cassino ripudia i razzisti scrive a chiare lettere Enzo Salera.