Latina – Unindustria ed Ance indicano le sei opere prioritarie per il Pontino

L’autostrada Roma-Latina ma non solo: Unindustria ed Ance Latina hanno siglato un documento unitario per il rilancio della provincia pontina con le sei opere strategiche sul piano delle infrastrutture, della transizione ecologica e dell’occupazione.

     La premessa del documento, siglato tra il numero uno degli industriali pontini Pierpaolo Pontecorvo e il presidente dei costruttori edili Pierantonio Palluzzi, è basata sulle sfide lanciate dall’Europa con l’approvazione lo scorso mese di luglio di Next Generation EU e punta sull’importanza di recepire le ingenti risorse finanziarie destinate all’Italia – 205 miliardi di euro – e di farlo puntando anche per il territorio pontino proprio sulle linee guida contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che ruota intorno a tre linee strategiche: modernizzazione del Paese, Transizione Ecologica, Inclusione sociale e territoriale, parità di genere.

     Nel documento si evidenziano le sei opere infrastrutturali che il pontino non può più attendere:

– Corridoio intermodale Roma-Latina e collegamento autostradale Cisterna-Valmontone:

–    Adeguamento e completamento SS 156 dei Monti Lepini

–    Itinerario A12-Pontina-Appia-Variante in Comune di Formia (Pedemontana)

–    Sviluppo del porto di Gaeta. Realizzazione di un hub di collegamento del Porto di Gaeta con la littorina Gaeta-Formia. Asse di collegamento Lazio Sud Tirreno-Adriatico

–    Ripristino ferrovia Priverno/Fossanova-Terracina

–    Realizzazione del nuovo Ospedale di Latina

     Nel documento, sottoscritto d’intesa con  gli Ordini ed i Collegi Professionali, si ribadisce che nei 17 miliardi proposti dalla Regione al Governo per il Piano nazionale di ripresa e resilienza  si possano individuare quelle risorse necessarie “per dare rapida attuazione ad opere di assoluta rilevanza strategica che la provincia di Latina attende da tanti, troppi anni”.

     Per gli industriali ed i costruttori pontini La provincia di Latina non può più aspettare la realizzazione di queste sei opere. Per questo bisogna dare al territorio un’unica voce per scrivere un progetto di sviluppo che sia davvero condiviso.

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