Lazio – Crolla l’export: tra le peggiori Roma e Frosinone

Il commercio estero italiano tiene, e nel primo trimestre del 2026 l’Istat registra una crescita dell’export in tutte le aree del Paese. Ma i numeri, guardati da vicino, disegnano un’Italia a velocità differenti.

A correre di più sono il Sud e le Isole, con un balzo congiunturale del tredici virgola uno per cento rispetto all’ultimo trimestre del 2025. Bene anche il Centro, a più 7,2. Più cauti il Nord-ovest, a più 1,5  e il Nord-est, a più 0,8.

Sul fronte annuale, però, il quadro si complica. La Toscana guida la classifica dei migliori con una crescita del 30,0 per cento, trainata dalle esportazioni di metalli verso Svizzera e Cina. L’Abruzzo segna 23,5%, la Liguria più 20,8.

E il Lazio? La regione accusa una delle flessioni più pesanti d’Italia: meno 11,4 per cento su base annua. A pesare, soprattutto, il crollo delle vendite estere di mezzi di trasporto — voce che da sola sottrae quasi due punti percentuali alla crescita dell’export nazionale. Roma e Frosinone figurano tra le province con i contributi negativi più ampi a livello nazionale.

Un dato che invita a riflettere, in una regione che resta un pilastro del sistema produttivo del Centro Italia ma che in questo avvio di 2026 arranca, mentre altri territori accelerano.