Pofi/Ceccano – Ancora statue sacre danneggiate. Il sindaco: “Atto vile, non è una bravata”

Due nuovi episodi: ancora vandali contro luoghi ed immagini sacre, stavolta a Pofi ed a Ceccano. Nel primo caso nella notte qualcuno ha danneggiato la cappella della località Molella, in una zona periferica della cittadina. La statua che conteneva, una Madonna del Carmine con in braccio Gesù, era stata posizionata di recente, perché l’anno scorso, ad agosto, qualcuno aveva portato via il quadro, sempre raffigurante la madonna, che si trovava all’interno della piccola cappella.

Già quell’episodio aveva generato sconcerto tra i fedeli, ma adesso qualcuno ha pensato di distruggere la statua: non si sono fermati neanche davanti all’inferriata che la protegge.

Il sindaco di Pofi Angelo Mattoccia, parla di “un atto vandalico grave, vile e profondamente offensivo. Non siamo di fronte a un episodio isolato né a una bravata. È un gesto che umilia l’intera cittadinanza, che offende i credenti e che calpesta il rispetto civico. Sarà nostra cura – aggiunge – contribuire ad attivarci immediatamente per il ripristino dello stato dei luoghi, valutando interventi che possano prevenire ulteriori atti vandalici in quest’area”.

A Ceccano invece i vandali sacrileghi hanno agito in via Due cone. Non si sa quando e come: la segnalazione è stata fatta stamattina ai Carabinieri da alcuni cittadini che hanno notato la statua in marmo della Madonna, posizionata in una piccola cappella, decapitata, con la testa lasciata sul posto. I Carabinieri stanno indagando anche con l’aiuto di impianti di sorveglianza, cercando eventuali collegamenti con gli altri episodi.

Perché ormai i fatti di questo tipo si stanno susseguendo nel comprensorio di Frosinone, tanto che anche il vescovo Marcianò, in attesa dei risultati delle indagini, aveva invitato i fedeli a segnalare qualsiasi stranezza o movimento sospetto agli inquirenti.

Questo episodio va a sommarsi agli altri tre avvenuti nei giorni scorsi: dopo quella di Padre Pio nella chiesa di San Benedetto, martedì c’è stata la decapitazione della madonna di Lourdes nella cappella di via delle Rose. A questo si sommano il furto ad Alatri nella chiesa di Santo Stefano, con i gioielli della madonna portati via,  e l’episodio di metà marzo in una chiesa di Anagni.

Ora l’elenco si allunga.