Primi soldi sbloccati, ma la partita resta ancora aperta. La Regione Lazio ha liquidato a SAF 2 milioni e 62 mila euro, prima tranche di un credito complessivo di circa 13 milioni e mezzo, maturato dalla società per i maggiori costi sostenuti nella gestione dei rifiuti tra il 2007 e il 2025. Il provvedimento arriva a un anno dall’approvazione della legge regionale che ha previsto il riconoscimento dei conguagli.
Per ottenere il resto delle somme, però, l’istruttoria deve essere completata. E qui si è creato l’impasse.
La Direzione regionale Ciclo dei Rifiuti ha chiesto ai Comuni una dichiarazione sostitutiva relativa alla gestione delle tariffe dei rifiuti nell’arco di quasi vent’anni. Al momento hanno risposto 19 Comuni sui 91 della provincia di Frosinone. Gli altri 72 non hanno ancora prodotto la documentazione.
Una procedura tutt’altro che semplice: secondo SAF, per molti enti significa recuperare contabilità e atti risalenti anche a vent’anni fa, documenti che in alcuni casi non sono più disponibili o non possono essere ricostruiti. Il blocco dell’istruttoria ha ripercussioni anche sul bilancio della società, che ha rinviato la predisposizione del progetto di bilancio e la convocazione dell’assemblea dei soci, in attesa di una definizione della vicenda. Ora l’appello del presidente di SAF, Fabio De Angelis, ai sindaci: “Chi è nelle condizioni di farlo sottoscriva la dichiarazione; chi non può farlo comunichi alla Regione, per iscritto e con motivazioni oggettive, le difficoltà”.





