Una cena per tornare a parlarsi superando vecchie ruggini e incomprensioni. Naturalmente era bandito l’uso del telefonino e dello smarthone.
224 isolani sera sono stati gli assoluti protagonisti della “Cena di Babette” che, ispirati dal quasi romanzo di Karen Blixen, hanno dimostrato che quando si mettono al centro le persone, anche una semplice tavola può diventare un progetto di comunità. Ventotene aveva bisogno di questo momento che, promosso dall’associazione “Ventotenemia”, aveva interesse a far riscoprire agli isolani, terminata la stagione turistica, di appartenere, dopo anni di feroci frizioni, ad una comunità viva, “capace di incontrarsi, di collaborare e di creare occasioni di bellezza”.
«L’invito era stato esteso alle 347 famiglie che abitano Ventotene per l’intero anno e la partecipazione di 224 partecipanti – ha commentato il presidente di “Ventotenemia”, l’imprenditore turistico Daniele Coraggio – si è rivelato essere un grande successo di condivisione, partecipazione e comunità».
A causa della pioggia la cena comunitaria – inizialmente in programma in piazza Castello, davanti il palazzo Municipale di Ventotene – è stata ospitata nello storico edificio scolastico di via degli Olivi grazie alla sensibilità della dirigente scolastica dell’istituto comprensivo “Dante Alighieri” di Formia-Ventotene, la professoressa Adriana Roma – è stata ospitata dal storico edificio scolastico di via degli Olivi intitolato al padre del federalismo europeo Altiero Spinelli. E’ stato commovente vedere tre ristoranti dell’isola preparare le pietanze, servite a tavola da 35 studenti dell’istituto alberghiero “Angelo Celletti” giunti appositamente da Formia.
L’importante era tornare a parlarsi e guardarsi negli occhi…senza l’apporto del proprio telefonino e smartphone…






