I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Latina hanno dato esecuzione alle misure cautelari personale emesse dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di n. 4 persone, indagate per le ipotesi di reato previste e punite dagli art. 8 D.lgs. n. 74/2000 (“emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti “) e 648ter1 c.p. (“autoriciclaggio “).
In particolare, le indagini delle Fiamme Gialle del Gruppo di Formia hanno consentito di acquisire circostanziati elementi di prova in ordine a un sistema di riciclaggio di ingenti proventi derivanti dal reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti di cui all’art. 8 del D.lgs. n. 74/2000; gli indagati, quali legali rappresentanti e amministratori di diversi complessi aziendali, operanti nel settore delle energie rinnovabili, sono gravemente indiziati di aver realizzato numerose operazioni bancarie e finanziarie al fine di occultare la natura e la provenienza illecita degli importi movimentati, derivanti da pagamenti di fatture soggettivamente inesistenti, per un ammontare di oltre 1 milione e 2 mila euro.
Le investigazioni svolte — dirette dalla Procura della Repubblica di Napoli, Sezione Criminalità Economica -, consistite in analisi documentali, indagini finanziarie, azionate con i poteri valutari, ricostruzioni patrimoniali nonché attività tecniche, informative e dinamiche sul territorio, hanno consentito di acclarare che il dominus, anche per impedire la tracciabilità dei proventi e del denaro accumulato, avrebbe reinvestito in attività economiche intestate a propri familiari sull’isola di Ventotene e in Sardegna nel campo della ristorazione e attività connesse alla balneazione.
Le condotte ipotizzate sarebbero state perpetrate con il supporto di un professionista compiacente, elemento di collegamento tra il dominus, le persone giuridiche e i prestanome.
Nel corso dell’attività era stato già sottoposto a sequestro, nell’ambito delle perquisizioni eseguite presso lo studio del citato professionista, la somma di circa 60 mila euro in contanti (in banconote da 50 e 20 euro), denaro custodito senza una giustificazione legale e ritenuti di illecita provenienza.
Il GIP, ritenendo solido il quadro indiziario emergente dagli elementi raccolti nelle indagini, ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica di Napoli disponendo, a seguito dei previsti interrogatori preventivi di garanzia, l’ordinanza eseguita.
Il Tribunale di Napoli ha emesso, altresì, un ulteriore decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca fino a concorrenza dell’importo di circa 330 mila euro.







