Lazio – Studio dell Cgia: troppa acqua dispersa, a Frosinone e Latina record negativo

L’estate torrida e la siccità riportano al centro dell’attenzione un problema strutturale: quello delle reti idriche italiane. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, il 42,4% dell’acqua potabile immessa negli acquedotti viene dispersa prima di raggiungere case e attività produttive. In media ogni italiano perde, senza accorgersene, 157 litri d’acqua al giorno, con un danno economico stimato in quasi 10 miliardi di euro l’anno. La regione più sprecona è la Basilicata con il 65,5% della dispersione dell’acqua immessa nella rete. Al secondo posto l’Abruzzo e poi il Molise. La Regione più virtuosa è l’Emilia Rogna con il 29,7% appena delle risorse idriche sprecate. In questa classifica il Lazio è al decimo posto con il 46,2% delle risorse idriche sprecate.

Il Lazio è la regione che paga il conto più salato: le perdite idriche valgono oltre un miliardo e mezzo di euro, il dato più alto d’Italia, davanti a Sicilia e Lombardia. Nella regione si disperde il 46,2% dell’acqua immessa in rete, ben al di sopra della media nazionale.

La situazione è particolarmente critica nella provincia di Latina. Il capoluogo pontino è quarto nella classifica nazionale dei 109 comuni capoluogo, con una dispersione del 67,7% dell’acqua distribuita: più di due litri su tre non arrivano mai ai cittadini.

Anche Frosinone registra numeri preoccupanti. Il capoluogo ciociaro occupa il ventesimo posto nella graduatoria nazionale, con perdite che raggiungono il 55,1% della rete idrica. Significa che oltre la metà dell’acqua immessa negli acquedotti va dispersa prima di arrivare ai rubinetti.

In cima alla classifica nazionale figurano Potenza, Chieti e L’Aquila, mentre tra le città più virtuose si trovano Como, Pavia e Monza, dove le perdite scendono sotto il 10%.

Per la CGIA, di fronte ai cambiamenti climatici e alle ondate di calore sempre più frequenti, servono investimenti rapidi per ammodernare gli acquedotti e nuove infrastrutture per recuperare l’acqua piovana. Perché ogni goccia dispersa rappresenta uno spreco che il Paese non può più permettersi.